I perimetri
Il posizionamento su una pianta georeferenziata in formato vettoriale di tutti i centri antichi del Latium, collegata a un data-base che registra la “nascita” e la “fine” di ogni centro autonomo, ha permesso di ricostruire, in via ipotetica, fase per fase, il territorio di pertinenza di ciascuna città. Dove è stato possibile, la ricostruzione del territorio si è basata sulle indicazioni delle fonti. Nella maggior parte dei casi però è stato necessario applicare un modello astratto. E’ stato applicato il metodo c.d. dei Poligoni di Thiessen in base al quale è possibile avere una prima, approssimativa indicazione dell’estensione dei territori di centri coevi e di uguale status. Preso il centroide (centro geometrico di una forma complessa) di ciascuna città, si tracciano linee rette che lo congiungano ai centroidi primi vicini. A metà di tali rette se ne tracciano altre ad esse perpendicolari. L'incontro delle linee perpendicolari crea un poligono attorno a ciascun centro. Dove possibile il poligono astratto è stato “calibrato” sulla realtà geo-morfologica del territorio, facendo coincidere le linee rette con corsi d’acqua, pendici, valli, o in corrispondenza di luoghi archeologicamente attestati e che la critica archeologica ha potuto identificare come elementi di confine antichi (“centri satellite” e luoghi di culto “di confine”).